La SEC ha definito ADA una commodity digitale. La sua nuova proposta potrebbe rimodellare il finanziamento dei token di Cardano
La proposta della SEC creerebbe due percorsi normativi per la raccolta di fondi in ambito crypto, con limiti di offerta pari a 5 milioni di dollari e 75 milioni di dollari. Per Cardano, la distinzione rilevante riguarda lo status del suo asset nativo di rete e il modo in cui i progetti dell’ecosistema vendono token per finanziare lo sviluppo futuro.
By SongMarketCap
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La U.S. Securities and Exchange Commission ha proposto Regulation Crypto Assets il 18 agosto, introducendo un quadro per determinati contratti di investimento che coinvolgono crypto asset. La proposta si basa sull’interpretazione di marzo della SEC, che ha definito l’ADA di Cardano una commodity digitale che non è di per sé un titolo.
Il nuovo documento non modifica tale classificazione. Affronta come i progetti possano raccogliere capitale vendendo token collegati allo sviluppo futuro di una rete o di un’applicazione.
La SEC propone due percorsi di finanziamento crypto
Regulation Crypto Assets include due esenzioni proposte dai requisiti di registrazione del Securities Act del 1933.
Un’esenzione per startup consentirebbe un’offerta unica fino a 5 milioni di dollari nell’arco di quattro anni. Una seconda esenzione per la raccolta di fondi permetterebbe offerte fino a 75 milioni di dollari in ciascun periodo di 12 mesi.
Entrambi i percorsi richiederebbero agli emittenti di divulgare informazioni sul progetto e sull’offerta. Gli emittenti che utilizzano l’esenzione più ampia dovrebbero inoltre fornire bilanci e rispettare requisiti di rendicontazione continuativa. Le disposizioni federali antifrode e antimanipolazione continuerebbero ad applicarsi.
La SEC propone anche un porto sicuro condizionale. Un crypto asset potrebbe cessare di essere soggetto a un contratto di investimento dopo che l’emittente completa o interrompe in modo definitivo gli sforzi gestionali essenziali promessi agli investitori, a condizione che le restanti condizioni siano soddisfatte.
Il quadro rimane una proposta e non un regime di raccolta fondi attivo. Il periodo di commento pubblico resterà aperto per 60 giorni dopo la pubblicazione della proposta nel Federal Register.
Perché Cardano rientra nella tassonomia di commodity digitali della SEC
Nella sua interpretazione del 17 marzo, la SEC ha suddiviso i crypto asset in cinque categorie: commodity digitali, collezionabili digitali, strumenti digitali, stablecoin e titoli digitali.
L’asset nativo di Cardano è stato esplicitamente incluso tra gli esempi di commodity digitali. La SEC ha descritto questa categoria come crypto asset collegati a sistemi crypto funzionali il cui valore deriva dal funzionamento programmatico della rete e dalla domanda e offerta, piuttosto che da aspettative di profitto basate sugli sforzi gestionali essenziali di una società o di un promotore.
La Commissione ha affermato di utilizzare il termine commodity digitale in senso economico e commerciale. Tale tassonomia è distinta da un’eventuale classificazione statutaria che il Congresso potrebbe stabilire tramite legislazione.
La descrizione copre funzioni incorporate nell’architettura di Cardano. L’asset nativo della rete è utilizzato per le commissioni di transazione, la partecipazione al proof of stake e la governance on chain. Gli utenti possono delegare a stake pool senza trasferire la custodia dei propri fondi e assegnare potere di voto ai DReps che partecipano alle decisioni di governance.
L’interpretazione della SEC separa inoltre un asset dalla transazione attraverso la quale viene venduto. Un crypto asset che non è di per sé un titolo può comunque essere offerto tramite un contratto, una transazione o uno schema che rientra nella categoria di contratto di investimento. Tale modalità non trasforma automaticamente l’asset sottostante in un titolo, ma l’operazione di raccolta fondi rimane soggetta a un’analisi separata.
I token nativi di Cardano sono soggetti a un test di finanziamento distinto
Cardano consente ai progetti di emettere token nativi direttamente a livello di registro. I trasferimenti di base non richiedono l’esecuzione di uno smart contract separato, mentre la politica di conio di ciascun token definisce le condizioni che ne regolano la creazione e la distruzione.
Tale status tecnico non determina il trattamento regolamentare. Un progetto che vende un token promettendo di costruire un prodotto, ampliarne l’utilità o generare valore attraverso il lavoro del proprio team può dar luogo a un contratto di investimento, a prescindere dal fatto che l’asset sia stato emesso come token nativo di Cardano.
Secondo la proposta della SEC, gli emittenti che si avvalgono delle esenzioni dovrebbero divulgare informazioni rilevanti sul progetto, sui termini dell’offerta, sull’uso dei proventi e sul lavoro di sviluppo promesso. Il quadro richiede inoltre informazioni sull’architettura della rete, sul codice sorgente e sulla sicurezza, sull’offerta e le allocazioni di token, sui calendari di rilascio, sui meccanismi di governance e sull’ecosistema più ampio che supporta l’asset.
Se adottate, le esenzioni potrebbero offrire ai progetti Cardano idonei un percorso definito per raccogliere capitale ai sensi della normativa statunitense sui titoli. Non fornirebbero un via libera generalizzato per i token dell’ecosistema né eliminerebbero gli obblighi di informativa e di tutela degli investitori.
Per Cardano, l’adozione della proposta non modificherebbe il trattamento del suo asset nativo. Fornirebbe invece agli emittenti idonei dell’ecosistema un percorso federale di raccolta fondi che collega l’accesso al capitale a informative dettagliate e a un processo formale per porre fine allo status di contratto di investimento.